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36 (2-4): Padre...povertà = BMP 1659 cc. 29r-30v, BMP 1660, BUB 1301 (2125), BNP it. 807, BUG C.I.3, BMV it.V.99, ASR SV 32, ASV Pio 3: «Si fa amare sin dalle pietre per esser molto elemosinario. Era povero cavaliere, ma è divenuto ricco per la gran devotione et humiltà. Si vociferò publicamente, subito che fu promosso alla porpora Caraffa, che si concludesse matrimonio tra il detto Don Tiberio e la cognata di Sua Beatitudine, ma poi fu questa voce svanita [BNP it. 807 cc. 21v-22r, ASR SV 32, ASV Pio 3: «che durò un pezzo ma hora par che sia svanita»; BAM Trotti 155 c. 10v: «ma si come s'è sparsa questa voce senza fondamento così ancora svanì»] e credesi sia per havervi pensato meglio, poi che se Caraffa fosse sopravissuto al Pontefice per tal parentado havrebbe perduta la Sede di Pietro, sendo cosa ordinaria che ogn'uno cerca d'assumere un che sia indipendente da parentele di Pontefici defonti di prossimo, che altrimente si tiene per certo che sarebbe concluso. In somma la Casa Pamfilia ha posto tutto il suo intento et affetto sopra detto Caraffa. Il Principe Don Tiberio sudetto nel Regno è tanto amato che se per qualche accidente havessero da fare un Re non lo cambierebbono, e vien chiamato Padre della Patria, [BUG C.I.3 p. 675, BNP it. 807, ASR SV 32, ASV Pio 3: «lui è quello che mantiene in fedeltà del Re Cattolico i sudditi»] e lui ha più aura che non ha il medesimo Arcivescovo, havendo per proprietà e costume di benedire con parole e con mani qualsivoglia persona che tratti seco, che per ciò il Re vedendo l'aura di questo Principe si crede non vi condescenderà mai per timore di qualche sollevatione al di lui favore, ma il Principe non commetterebbe mai un fallo simile contro il suo Re, né il Cardinale condescenderebbe a tale impresa». In BUG C.I.3 c. 675, BNP it. 807, ASR SV 32, ASV Pio 3 dopo qualsivoglia persona che tratti seco si trova l’aneddoto - così duramente giudicato, come si è visto, da Troiano Maffei - circa la “simplicità” di Tiberio: «...e mi raccordo che quando venne in persona col fratello nell’andare a baciare i piedi sucintamente disse queste parole: Beatissimo Padre, godo sommamente di vedervi in questo stato però Papa mio bello singhe [così in BUG C.I.3 c. 675, ASR SV 32, ASV Pio 3 mentre in BNP it. 807 c. 22v è scritto: «siate»] benedetto; e dette parole diceva con pianto d’allegrezza del che il Papa ne prese non poco gusto per vedere e sentire la simplicità colla quale tali parole proferiva». Troiano Maffei, come ho avuto modo di dire (cfr. Le disavventure di Troiano Maffei) riporta una versione un poco diversa della frase pronunciata da Tiberio: «Papa mio, come sei bello, che Dio ti benedica»]. BMP 1660, BUB 1301 (2125) si fermano a tale impresa, mentre BMP 1659 cc. 30v-31r, BUG C.I.3, ASV Pio 3 proseguono: «Questo Cardinale, come s'è detto, è molto affabile, vigilante, et ha in sé ogni virtù e buona qualità e nella Corte ha goduto grand'aura, ma hora pare che si vada scemando, e credo non per altro che per causa d'alcuni suoi servitori, che gli la fanno perdere, et il particolare per un Maestro di Casa, che tiene a gli suoi servitii, che per le sue male qualità e cattivi termini oltre altri mancamenti notabili che da quello si operano, [BUG C.I.3 p. 676, BAM Trotti 155, ASR SV 32: «è stato discacciato, non solo ma bastonato dalla Casa della buona memoria del Cardinale Pio, dalla Casa Collonense et altre molte et hoggidì scema l'aura di Carraffa dicendosi che non sodisfa i servitori et i cocchieri che non fa elemosine, che non possono essere pagati gl'arteggiani che lavorano a pro della sua Casa. Sono mancamenti questi che farebbero levar la sede allo stesso San Pietro oltre di diversi altri notabili...»] che però farebbe di mestiere a darvi l'opportuno rimedio, per non essere il povero signore tacciato nella Corte, poiché quelli che sentano tali cose si credono indubitatamente che ciò sia senso dell'istesso padrone, il che è falsissimo». BAM Trotti 155 continua: «Li tumulti successi nella città e Regno di Napoli sono stati più presto di perdita di credito a questo sogietto che d'aumento poiché distinguendo questo caso in due parti si troveranno tutti difficili e contrari. Il primo ponto è ch'essendo stato scuoperto il duca di Matalone e Don Gioseffo suo fratello di delitto di fellonia non solo contro il Re come rebelli, ma anche traditori della Patria mentre cercorono di mandar in aria li Popoli di Napoli e con l'intelligenza francese impadronirsi della Città, per il che il primo è stato bandito con taglia di 12 mila scudi et il secondo con la testa tagliata vituperosamente strascinato per la città con publici epitaffi che dicevano infa[ma]torii contro di lui fabricati 'Il corpo di Don Giuseppe ribelle e traditore della Patria', cioè di gran pregiudizio alle pretendenze del cardinale mentre hoggi vien il nome caraffesco abhorito da tutti universalmente. [Simile il testo in BMV it.V.99 (5872) cc. 24r-25r: «li tumulti successi [...] sono stati più tosto di perdita di credito [...] che d’augumento [...] hogi viene il nome Carafa aborito da tutti universalmente».] Il secondo è che il Re Cattholico per questa causa faria ogni suo sforzo perché Caraffa non divenghi Papa perché Sua Maestà sarebbe necessitata poi per mantenersi con il Pontefice restituire in grazia il già detto Duca e restituirli quelli stati quali sono decaduti già alla Camera Reale. Così può dirsi veramente che il cardinale habbi perduto tutte le sue speranze e poco giova che il Prencipe Don Tiberio suo fratello se ne stii in Roma, per non haver occasione di guastare le fortune del Cardinale».
36 (6): Federico = BUG C.I.3 (erroneamente): «Francesco». BCR 1248 c. 14, BAV Barb. lat. 5102 e BMV it.V.99 (5872) (erroneamente): «Tiberio».
36 (7): d’anni 44 = BMP 1659 c. 31r, BMP 1660, BUB 1301 (2125), BAV Barb. lat. 5102: «d’anni 40». BMV it.V.99 (5872) dice 42. Federico Sforza era nato il 20 gennaio 1603.
36 (9-13): tra il colleggio...Avignone = ASV Pio 3 c, 20r, ASR SV 32: «e non poté mai arrivare alla porpora in tempo d'Urbano».
36 (18): privati interessi = BMP 1659 c. 31v, BMP 1660, BUB 1301 (2125): «successi occorsi». BUG C.I.3 p. 677, BNP it. 807, ASR SV 32, ASV Pio 3: «fu convenuto che vendendo il palazzo di Montecavallo al Card. Antonio l'havrebbero fatto Cardinale. Il povero Signore vendé il palazzo a vilissimo prezzo e fu inviato Vicelegato d'Avignone con intenzione di farlo Cardinale, dopo di che fece molte promozioni e mai non fu nominato Sforza rimanendo burlato per non dir truffato».
36 (21) - 37 (3): una casa...porpore = BMP 1659 c. 31v: «una Casa sì celebre derelitta [BMP 1660, BUB 1301 (2125): «estinta»] e senza porpora, havendone in quella havute tant'altre». BUG C.I.3 p. 677, BNP it. 807, ASR SV 32, ASV Pio 3: «...senza porpora dove che raccontano più capelli che giorni»; in ASR SV 32, ASV Pio 3 le parole «più cappelli che giorni» sono sottolineate. BAM Trotti 155 c. 11v: «famiglia che ha dominato il Ducato di Milano e racconta più porpore».
37 (4-5): non è molto ricco...misero = BMP 1659 c. 31v, BMP 1660: «non molto ricco ma splendido». ASV Pio 3 c. 20r, ASR SV 32: «huomo intelligente e splendido ma non molto ricco».
37 (8-9): Procamerlengo di santa chiesa = BUG C.I.3 p. 677, BNP it. 807, ASR SV 32, ASV Pio 3 ricordano che: «Sforza fece instanza al papa di voler ripigliar il palazzo con pagare i miglioramenti e la Santità Sua era condescesa, ma la malizia barberina previdde il tutto e fintamente ne fece dono alla Regina di Francia in modo che quando i Camerali andarono per sequestrarlo, uscì un ministro del Re Christianissimo e presentò la donazione fatta alla Regina per la quale rimase libero et il Cardinale non ha potuto conseguire il suo intento e si giudica che entro quel palazzo sia la miglior parte delle ricchezze barberine».
37 (10-13): amatore...conversatione = BMP 1659 c. 32r, BMP 1660, BNP it. 807, BUG C.I.3, BUB 1301 (2125), ASR SV 32, ASV Pio 3: «amatore di veglie, comedie e festini e d'ogni altra conversatione». BAV Barb. lat. 5102 c. 18v-19r, BAM Trotti 155, BCR 1248: «gli piacciono molto le conversationi giovinili, ambisce d'esser servito dalla servitù con diligenza, è amatore di vaghe commedie et festini et imparticolare [sic] quando era Prelato e si è dilettato di quelle cose che nella Corte è solito a Prelati d'usarsi ad eccitanda scandala». In BUG C.I.3 p. 677, BNP it. 807, BCR 1248, ASR SV 32, ASV Pio 3 il testo continua: «non molto ha piaciuto a Sacchetti la promozione di questo soggetto, sendo ch'è stato et è forzato ad uscire dall'antica habitazione del palazzo de' banchi et andare altrove perché detto Sforza vuol servirsene per lui».
37 (15-20): per due raggioni...Francesi = BMP 1659 c. 32r, BMP 1660, BNP it. 807, BUG C.I.3, BUB 1301 (2125), ASV Pio 3: «per esser stato Vicelegato in Avignone, ma sono tutte ciancie poiché Avignone è del Papa benché confini con la Francia e per maggior certezza si vede che non ha alzato armi di veruna Corona tenendosi totalmente independente». BAV Barb. lat. 5102 c. 19r, BCR 1248: «per due cose prima perché ha nel suo corteggio gran quantità de Francesi l'altra perché questa famiglia è stata sempre divota alla Gallia».
37 (22) – 38 (2): altri dicono...Milano = BMP 1659 c. 32v, BMP 1660, BCR 1248, BUG C.I.3, BUB 1301 (2125), ASR SV 32 ASV Pio 3: «ma si crede sarà spagnuolo perché la maggior parte de gli feudi che il Duca possiede sono ne gli dominii dello Stato di Milano».


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Claudio Costantini

Fazione Urbana

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Indice
Premessa
Indice dei nomi
Criteri di trascrizione
Abbreviazioni
Opere citate
Incipit

Fine di pontificato
1a 1b 1c 1d 1e 1f 1g 1h 1i 1l 1m

Caduta e fuga
2a 2b 2c 2d 2e 2f 2g 2h

Ritorno in armi
3a 3b 3c 3d 3e 3f 3g 3h 3i

APPENDICI

1

Guerre di scrittura
indici

Opposte propagande
a1 a2 a3 a4 a5 a6 a7
Micanzio
b1 b2 b3 b4 b5
Vittorino Siri
c1 c2 c3 c4

2
Scritture di conclave
indici

Il maggior negotio...
d1 d2 d3 d4 d5 d6 d7
Scrittori di stadere
e1 e2 e3
A colpi di conclavi
f1 f2 f3 f4 f5 f6

3
La giusta statera
indici

Un'impudente satira
g1 g2 g3 g4 g5
L'edizione di Amsterdam
Biografie mancanti nella stampa

4
Cantiere Urbano
indici

Lucrezia Barberini
h1 h2
Alberto Morone
i1 i2a i2b i2c i2d
i2e i2f i2g i2h
i3 i4

Malatesta Albani
l1 l2


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